Perchè?

di mauriziopolese

Quando iniziamo un progetto o pubblichiamo una foto dovremmo pensare perchè.

Perchè facciamo quelle foto? Perchè altra gente dovrebbe perdere del tempo per guardarle? È un progetto meritevole? È un progetto di valore? Serve a qualcosa? O è soltanto per autopromozione? ostentazione? sfoggio di vanità? Superbia? Grandigia?

Ecco, io per non annoiarvi troppo, e per non cadere nel peccato, mi autolimito. Ad esempio non faccio vedere a nessuno i miei lavori. E, vi dirò, lo faccio per pietà, visto che farebbero impallidire i piu, e molti potrebbero abbandonare il mestiere per sempre. ^__^

Ma tranquilli, che quello lo farò io, prima di voi.

Comunque, dicevo, ho smesso di postare foto su foto su foto. Non ho interesse a mostrare a tutti tutto quel che faccio. Il piu di quel che faccio lo considero spazzatura, o ricordi miei, o esercizi, o svago, o dovere. Se lo pubblicassi tutto sarebbe rumore. Dico questo perchè vedo tanto rumore nelle foto dei fotografi amici miei che seguo su internet. Foto su foto su foto. Mi piace a vicenda. A Clotilde piace la foto di Clotilde. Giangirolamo è stato taggato nella foto di Giangirolamo. Anastasia ha pubblicato 84 nuove foto nell’album Lavori. A me mi annoiano. Io non li sopporto. E come diceva il tale non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te. Quindi vi risparmio.

Così vi risparmio dal mio ultimo lavoro; quello che mi hanno chiesto perchè l’ho fatto, e non ho trovato una risposta convincente. Perchè? Perchè dovrei farvelo vedere?

Però ora vi farò vedè di queste foto qui sotto, che non sono un lavoro ma uno svago. Ma queste un perchè ce l’hanno. Un perchè leggero leggero, che è estate.

Son foto di gente felice, che vive bene, che quand’è in mezzo alla natura trova la pace. E se voi state leggendo questo è probabile che siate davanti un computer, al chiuso, magari in un ufficio sintetico, e la pace non ce l’avete. E magari a vederle vi vien voglia di uscire da lì e star a pisolare all’ombra di un bosco, o fare il bagno in un torrente gelido, o farvi una passeggiata o scalare una montagna o passare una notte in tenda o solo uscire in terrazzo per sedervi a sentire  il petricor e la geosmina, gli uccellini cinguettare e se siete fortunati i cervi bramire. Beh fatelo, che vi farà stare meglio, fidatevi.

Nell’esempio qui sotto c’è Rafael, il nipotino mio. Rafael c’ha un bosco davanti casa. Dal bosco di notte escon tutte le sue bestie. Caprioli soprattutto, ma pure cinghiali devastatori e cervi grossi come cavalli. Lo so per certo perchè mi mangiano le verdure del mio orticello, accidenti a loro, e lasciano le impronte. Qui ci eravamo avventurati nel bosco, siamo andati a scovare le bestie per una spedizione punitiva e il bastone serviva appunto nel caso ce le trovassimo davanti. Rafael è un bimbo molto fortunato. Mi ricorda un poco Max.

Beato lui.

Lui è Rafael e questa è la mia prima stampa a contatto.

Attenzione, note tecniche, posson dare noia. Questa è una stampa a contatto, 20×25 cm. La mia prima ben riuscita. Per arrivarci ho usato la poderosa con un obiettivo che costava poco perchè le lenti si sono scollate, e c’hanno un alone tutt’intorno. Ho preso il negativo, quella che costava meno chiaramente, e l’ho messa sopra un foglio di carta fotografica. C’ho acceso una lampadina sopra per un po di tempo, tipo un minuto. L’ho sviluppata per un po in una stanza abbastanza calda, poi l’ho fissata, peccato però che il fissaggio era pieno di cose sospese, perchè forse era scaduto, però poi ho controllato ed è uscito tutto bene. L’ho portata nella vasca da bagno e l’ho lavata un po. Quindi non si può di certo dire che sia fine art. È tutto fuorchè fine art, che io quelle cose non le faccio. È alchimia, piuttosto.

Ed ora uscite, su.

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