DIY: un banco ottico 20×25

di mauriziopolese

Qualche anno fa ero a Milano, fuori dalla Triennale, c’era un fotografo ritrattista, usava un banco ottico 20×25 e flash. Aveva una parete tapezzata di Polaroid, ritratti di gente di gente famosa e non. Erano fantastiche. Purtroppo non so come si chiamasse. Va ben, dai, accontentatevi di lui.

Comunque le foto fatte con quell’aggeggio mi aveva lasciato qualcosa che mi ha stregato. C’ho pensato molto. Purtroppo le Polaroid non ci sono piu, ma le pellicole normali sì.

Un banco ottico 8×10 costa poco meno di una follia, ma leggendo qui, qui e ho pensato che sì, potevo farmelo. La dimensione aiuta a non dover usare strumenti di precisione, al Brico si trovano tutti i listelli e le viti necessari, ho così comprato un paio di chassis attorno ai quali ho costruito la standarda posteriore. Quella anteriore per il momento è quella di una Sinar vinta su eBay per un’inezia. La parte piu rognosa però è stata il soffietto… Se non usate focali lunghe vi consiglio caldamente di farvene uno a sacco…

Potete dare un’occhiata ai link sopra. Oppure, in italiano, a quello di Gavino Tavera. Non occorrono grandi strumenti: squadre, metro, cacciaviti, trapano, punte e dischi abrasivi, una morsa, sega, lima, cutter e poco altro.

Le dimensioni possono essere scalate, l’unica nota importante è la profondità della pellicola nello chassis, che deve corrispondere al piano del vetro smerigliato. Trovate le misure qui ai capitoli 4.3 e 6.5.

Il mio vetro smerigliato è una cornice di plexiglass, perchè lo immagino meno fragile e pericoloso, nel caso ficcassi la macchina in una borsa.

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Io ho usato una spugnetta per piatti, dalla parte verde, quella bella abrasiva. Ma anche carta vetrata molto fina può funzionare, solo che dopo pochi movimenti si riempie di polvere e perde efficacia.

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Qui sopra la prova con un obiettivo di una reflex tenuto a mano, giusto per vedere se si vede qualcosa. Sì, funziona.

La standarda posteriore è composta da una cornice quadrata montata su una forcella imperniata in modo da poter ruotare. Non ho previsto decentramenti della standarda posteriore.

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È quadrata perchè così diventa possibile staccare e ruotare il dorso che porta lo chassis, per fare foto in orizzontale o in verticale. Il dorso è composto da una piastra, sempre quadrata, con un foro della dimensione della pellicola. Qui ci va appoggiato lo chassis. Tre lati hanno “un’argine” che lo contiene e non fa entrare luce, il lato dove s’inserisce ha delle scanalature che creano un labirinto a tenuta di luce. Sopra lo chassis ci va una cornice mobile che porta il vetro smerigliato dalla parte piu vicina all’obiettivo. Questo va posizionato alla distanza esatta con cura, per non avere foto fuori fuoco. Io ho usato degli spessori così:

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Solitamente la cornice del vetro smerigliato si solleva e tiene in posizione lo chassis con una molla. Io ho usato elastici, per praticità. Non saranno eleganti, ma funzionano.

Il soffietto è stata la parte piu impegnativa. Il primo in cartoncino era troppo rigido e poco flessibile, si è rotto tentando di piegarlo.

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Per il secondo ho usato carta da pacchi con alluminio da cucina incollato su un lato. Ancora troppo rigido, ma almeno funziona… L’ideale sarebbe un tessuto gommato, o pelle, con incollate le costolature in cartoncino della foto sotto. Non ho però idea di dove reperirli, nè dei costi. Ma so che il prossimo sarà certamente a sacco…

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Per costruirlo ho seguito le indicazioni qui ma già che ci siete consiglio di dare un’occhiata a tutti gli articoli.

Intanto la foto di test, ancora umida perchè avevo fretta di vederla. Grazie Marge per la pazienza.

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Ed ecco le foto della macchina finita!

O quasi. La parte anteriore è presa da una Sinar vinta su eBay a 30 euro. Per ora tengo quella. La parte posteriore, sotto, la scatola per capirci, è provvisioria. Il soffietto dovrò rifarlo perchè è poco elastico.

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E questo è il cavalletto. Per farlo ho abbondato, siccome ho già un cavalletto abbastanza portatile ma me ne manca uno che arriva alto ho pensato di esagerare. Questo arriva a circa due metri. Ora non c’è la testa ma la posso montare al posto del banco ottico. Costo circa 20 euro di legno, piu 6 di una decina di viti inglesi, piu un paio di euro per l’alluminio, 2 per le punte delle zampe, e una mezza giornata di lavoro

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